martedì 9 giugno 2009

Appunti (V) : "Eretici italiani del Cinquecento"

Capitolo quinto

"Nelle dottrine degli eretici italiani del Cinquecento troviamo, intrecciate le une con le altre, idee antitrinitarie, concezioni neoplatoniche, dottrine anabattistiche, aspirazioni razionalistiche e morali di carattere umanistico. Speculazioni astruse dunque assieme a motivi etici e culturali e a formulazioni teologiche di esigenze religiose derivate da necessità sociali. Il nesso, che parrebbe a tutta prima non potersi trovare, fra le astratte speculazioni sulla Trinità e sulla scala mistica per arrivare alla contemplazione di Dio, e le spesso anche troppo concrete e radicali esigenze di rivolgimento istituzionale e sociale che si manifestavano attraverso l'affermata necessità di rinnovare il battesimo o di compierlo solo nell'età matura, sta nella speculazione cristologica, che da una parte investe il dogma trinitario, dall'altra le concezioni della Chiesa, della comunità cristiana, e della sua funzione.
In questo momento usciamo dalla Riforma potestante di Lutero e di Calvino. E' ormai comunemente accettata la osservazione del Troeltsch sul carattere "reazionario" della prima riforma: non solo Lutero e Melantone, ma anche Calvino, intendevano appartenere alla Chiesa Cattolica e Apostolica, della quale si consideravano gli unici rappresentanti legittimi per averne purificata la dottrina, tenendo fermo incrollabilmente ai simboli della tradizione cristiana e al sacro dogma della Trinità.
I mistici anelanti alla diretta fusione dell'anima con la divinità, gli aversari della Chiesa come istituzione giuridica e organizzazione politica, i visionari e gli ispirati insofferenti di regole per la retta opinione, i razionalisti indocili di fronte alle autorità, erano stati tolti dall'isolamento che li faceva procedere isolatamente o per piccoli gruppi, e si avviavano pressochè tutti verso la riforma protestante, dalla quale alcuni sembravano sperare soddisfacimento alle loro speranze, mentre altri erano respinti verso di essa dal riordinamento disciplinare e dall'irrigidimento intellettuale della restaurazione cattolica.
I tempi eroici della prima azione riformatrice erano trascorsi, le passioni erano meno calde ma più aspre e mentre la Riforma cattolica si volgeva in Controriforma, in terra protestante si procedeva al consolidamento delle conquiste raggiunte, con una mentalità spesso analoga a quella della Controriforma stessa. Quegli uomini che avevano sperato di trovare nei paesi "evangelici" la realizzazione di sogni millenari o la possibilità di una vita intellettuale spregiudicata come quella dei tempi anteriori alla crisi si trovarono naturalmente dalla parte della Riforma; ma finirono per formare entro di essa un gruppo irrequieto e irresoluto, che ebbe in sostanza solo la funzione di critica interna della Riforma stessa e preparatrice dell'età dei lumi. "

Appunti (IV) : "Eretici italiani del Cinquecento"

Capitolo Quarto

"La soluzione dei problemi etici e religiosi non veniva cercata più in quella scienza ecclesiastica di Dio, che aveva creato una organizzazione dottrinale, giuridica, disciplinare grandiosa, ma in quel momento aveva perduto la coerenza interiore con sè stessa, e mancava di una salda base nelle coscienze, dal momento che la gerarchia contravveniva a quella legge che imponeva altrui, anzichè sottoporlesi spontaneamente. L'interesse per le dottrine riformate proveniva in questa situazione da quanto in esse v'era di antiteologico, insieme antiintellettualistico e antitradizionalistico, onde potevano attirare mentalità filosofiche, mentalità politiche e mentalità religiose.


Così, fra i riformatori italiani, alcuni presero a diffondere le dottrine valdesiane, altri quelle della confessione augustana, cioè del Melantone, altri ancora quelle zuingliane, mentre si faceva sempre più vivo quel movimento di "riforma cattolica, come sarà poi chiamato, che ha i suoi rappresentanti più famosi nel Sadoleto e nel Contarini, e il suo documento più notevole nel "Consilium de emendanda ecclesia" del 1538."

"Il movimento dell'anabattismo italiano presenta il carattere particolare di aver raccolto subito intorno a sé soprattutto uomini di bassi ceti sociali, e di aver subito accettato le dottrine estreme che nel campo teologico aveva cominciato a diffondere il Serveto, fondendo così motivi religiosi sociali, radicalismo teologico, tradizione umanistica e misticismo religioso in una comune tendenza a semplificare la dottrina cristiana fino all'estremo, e a conservarne in fondo solo i motivi etici, che verrà presto considerata come tipicamente "italiana" negli ambienti della riforma protestante. Anche l'anabattismo italiano, dopo un primo periodo di rigoglio, cede alla repressione, pur continuando a vivere occultamente per qualche tempo, fino alla fine del secolo; anch'esso da origine ad una emigrazione notevole, la quale è però più di persone isolate che di larghi gruppi, e dà origine al movimento ereticale italiano del Cinquecento."

domenica 7 giugno 2009

Visione semi-automatica

Passamontagna in testa Cosa Nostra fa Festa alla Mostra imposta
bustarelle alla Casta in una lotta tra galli intrattiene Magalli
Tutti Frutti frulli banchieri e Licio Gelli Regola Roma l'offesa
baciata la voglia annusata lecchiamo
la foglia sotto chi ha voglia
in voga chi paga
invoca la droga
in voga la foga
Italia che prega
Italia d'Amici
Amici e Maria
Tele Gerarchia
Augura a tutti
buon Divertimento

Cristiano

Cristiano per anni secondo

lavora di notte
ha occhi grigiastri

Sotto la doccia
confessa l'amore

Cristiano per donne sposate







Punta lo stagno

In fondo al piatto
insistono i resti

Intestino di grano

Tra l'acqua oleosa
insistono i resti

Cottura dodici minuti

venerdì 5 giugno 2009

Appunti (III) : "Eretici italiani del Cinquecento"

Capitolo terzo

"Ad ogni modo il mondo della cultura e quello della più larga vita religiosa italiana sembrano prender più larga notizia di Lutero e della sua riforma solo dopo il Sacco di Roma, che attira l'attenzione sull'importanza delle nuove idee, scuotendo la fiducia mistica nell intangibilità della Santa Sede la quale sembrava dover potere superare tutte le tempeste nonostante le malefatte e le debolezze umane. Infatti il Torquato pone la sua profezia dell'avvento di Lutero tutt'in un blocco con la profezia del Sacco di Roma: nella sua mente, come probabilmente nella mente dei più larghi strati del popolo italiano, e anche delle generalità degli ecclesiastici e degli umanisti, Lutero era rimasto fino a quel momento un eresiarca grande, appoggiato da grandi principi, e forse anche un più fortunato pseudoprofeta. Col Sacco di Roma invece egli diventa il rappresentante maggiore della giusta punizione divina per la corruzione della cristianità e degli ecclesiastici che la guidano, il provocatore, se non diretto, mediato, della trasformazione dei riti e e delle leggi ecclesiastiche, l'avviatore, attraverso il flagello dell'eresia, dell'auspicata riforma."

"L'interesse dei laici italiani per Lutero, per quanto ne abbiamo notizia, era dunque, in questi primi momenti, generico, di carattere più morale e politico, che dottrinale e volto agli elementi specifici delle idee di Lutero. Anche l'interesse per i libri dei capi protestanti fu generico in coloro che cominciarono a procurarseli, e che vi cercavano la tradizionale polemica contro le degenerazioni degli ordini religiosi vedendo nelle nuove dottrine soprattutto nuovi argomenti. Così quel tipico rappresentante degli interessi della cultura italiana del secolo che fu il Brucioli si mostra nel 1528 più anticlericale in senso moralistico, cioè convinto che le istituzioni ecclesiastiche dovessero venir riformate per togliere gli abusi e la corruzione, e che la sorveglianza della vita morale dovesse venire data alle autorità civili (comunali nella sua mente di repubblicano), che riformatore in senso preciso. Per il Brucioli, come per tanti savonaroliani, riforma politica, ritorno alla organizzazione comunale, e riforma religiosa, ritorno alla devozione antica e alla serietà religiosa, facevano tutt'uno: ma si trattava di opposizione al costituirsi del principato e alla indifferenza religiosa degli umanisti, più che di idee nuove, o atte a incanalare e a guidare le nuove esigenze."

mercoledì 3 giugno 2009

Una vita distante

Ho taciuto fin qui
quest' esilio interiore
che sbatte e che preme
sotto il manto inferiore
di una contraddizione
vibrante una vita
distante

Ho taciuto fin qui